Procida; IL CROLLO DELLA PARETE DEL PALAZZO D'AVALOS

 

PROCIDA: LA PARETE CHE E' CROLLATA NEL PALAZZO D'AVALOS


Il crollo di una parete del vecchio Palazzo d’Avalos  ci porta ad una riflessione  che  dovrebbe interessare l’intera cittadinanza, il Consiglio Comunale, la Giunta Amministrativa.

Se questo “bene  ambientale” racchiude in sé la nostra Storia,  preservarne  l’intera struttura dal disfacimento totale, dovrebbe essere a cuore di tutti i cittadini.

La caduta di quel muro, che si aggiunge a tante altre cadute già avvenute  in tutto il secolo scorso, in un momento in cui Procida ha presentato al Ministero Di Grazie e Giustizia un progetto di salvaguardia e  rivalutazione di Terra Murata e dell’intero complesso  del palazzo d’Avalos, sollecita l’impegno dell’intera comunità  al soddisfacimento di un obiettivo comune da anteporre ad ogni altro progetto.

Gli 8,5 milioni di euro di finanziamenti pubblici  già ottenuti, grazie all’impegno dell’Amministrazione  di Raimondo Ambrosino, hanno permesso di attivare il parziale  recupero dell’enorme complesso.

Oggi però il nuovo crollo diventa un campanello d’allarme che deve interessare non solo  la Giunta e il Consiglio Comunale ma ogni cittadino. E’ Procida che deve sentire quel crollo come se fosse avvenuto nella propria abitazione! E’ il procidano che deve avvertire il pericolo  che corriamo tutti  se il Palazzo D’Avalos  dovesse venir giù.  

Abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni future il grande valore  della nostra Storia, simbolicamente espresso dal Palazzo D’Avalos, che appartiene a noi cittadini tutti senza distinzione di colore politico, e insieme dovremmo avanzare richieste ben  mirate, sapendo bene, già fin da ora, cosa prevede per quel palazzo il progetto di risanamento firmato dall’Architetto Dr.ssa Rosalba Iodice.

Pochi cittadini oggi conoscono nei dettagli il progetto di risanamento, pertanto sarà necessario che, prima ancora di ogni altra iniziativa, nelle scuole, nelle associazioni, nelle comunità parrocchiali si studi a fondo questo progetto per intravedere, infine,  anche il contributo che si potrebbe apportare.

Potrebbe nascere una cooperativa sociale di cittadini  finalizzata alla realizzazione di alcune opere. Le associazioni culturali dell’isola potrebbero consorziarsi per  il recupero del palazzo d’Avalos,  destinando i contributi raccolti nelle varie manifestazioni ad un fondo cassa  specifico. I cittadini  potrebbero per un mese lasciare auto e motorini a casa  e destinare la somma  risparmiata al recupero di terra Murata con la nascita di una specifica “Fondazione recupero Palazzo D’Avalos”. 

Lo proponeva, in maniera ancora più estesa, qualche anno fa, il nostro concittadino, Giovanni Lubrano Lavadera, quando elencava  i milioni che noi bruciavamo nelle strade dell’isola con i nostri veicoli,  proponendo un anno di fermo, e anche più, per dar vita ad un “capitale economico” capace di dar vita ad aziende di lavoro produttivo.

Se questa proposta,  in quegli anni 90, non produsse eco nella vita procidana, oggi forse, essendo cresciuta la sensibilità al sociale e alla vita comunitaria, grazie anche ad un buon numero di cittadini preparati e sensibili presenti nelle nostre scuole, nelle numerose associazioni e nelle comunità religiose,  Procida “Capitale della cultura” potrebbe offrire al mondo al un grande segnale di civiltà democratica e di progresso urbanistico  da lasciare in eredita alle nuove generazioni.

 

Pasquale Lubrano Lavadera

 



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