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Visualizzazione dei post con l'etichetta L'isola di Graziella

Incontro con Maria Macchiavelli," Graziella" 1950

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Ci sono comportamenti che non passano di moda Maria Macchiavelli con il marito e i due figli negli anni 50    Mi sono recata a casa della signora Maria Macchiavelli Barone che fu eletta Graziella nel lontano 1950. Lei è molto felice di rispondere alle mie domande e ricordare così quegli anni lontani.     Aveva allora solo 19 anni e non aveva mai letto il romanzo di Lamartine anche se ne conosceva la storia.  “Fui  premiata dal Sindaco di allora, il Professore Antonio Ambrosino… Ricordo ancora l’emozione di quel momento. Essendo io molto timida e riservata mi sentivo impacciata.”    Ma fu una bella esperienza?    Sen’altro, un esperienza che non dimenticherò più. Quei due giorni rappresentarono per me una grande festa. Dopo che fui eletta mi offrirono un gustoso pranzo, insieme a tutte le altre partecipanti, giù alla Caravella (oggi Conchiglia ndr) sulla spiaggia della Chiaia. Ci divertimmo molto con semplicità...

"GRAZIELLA" UNA STORIA D'AMORE O UN LIBRO RIVOLUZIONARIO"?

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La copertina della nuova traduzione  di Graziella per i tipi della IOD Molti hanno letto in Europa e anche in America il romanzo di Lamartine Graziella , fin dal lontano 1852, ed esso continua ad essere ristampato  e venduto.  Dove la sua forza, la sua verità, il suo fascino?  Per la verità poco si è scritto su questo romanzo, molto si è scritto  per denigrare l'autore Lamartine del romanzo Graziella , che per molti non è altro che   una copia di un precedente romanzo del 1810, Charles Barrimore, del Conte De Forbin. Dopo aver letto più volte Graziella e dopo aver letto l'edizione francese  di Charles Barrimore   mi sono reso conto della profonda differenza tra i due testi,  per cui decisi decisi di pubblicare per i tipi della IOD, coraggiosa editrice campana, una nuova traduzione del romanzo  Graziella,   avendo intravisto in esso elementi di grande valore simbolico  che dovevano essere  evidenziati da una più atte...

1955 TUTTI AL CINEMA A VEDERE "Graziella"

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Era il febbraio del 1955 quando venne proiettato a Procida   il film di Giorgio Bianchi ispirato al romanzo Graziella di Lamartine, con Maria Fiore e Jean Pierre Mocky. Per alcune sere il cinema Moderno registrò il tutto esaurito.  Grandi e piccoli potemmo ammirare in bianco e nero quella storia d'amore struggente e dolorosa.  Già era stata novità il fatto che sull'isola si girava questo film, ancor di più la partecipazione in massa dei cittadini alla prima nazionale della pellicola.  Avevo 10 anni e andai al cinema con la nonna materna che non aveva mai varcato la soglia del cinema Moderno.   Un evento, a dir poco, straordinario e forse allora più che mai si radicò nella cultura procidana  l'amore per il romanzo Graziella  di Lamartine e  l'elezione di una fanciulla che doveva per un anno simboleggiare la protagonista del romanzo, nella Sagra del Mare divenne  il momento più atteso e desiderato. Pasquale Lubrano Lavadera 29-10-194...

AlleE GRAZIELLE PROCIDANE, la Biblioteca comunale dona il romanzo "Graziella"

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  Le Candidate all'elezione della Graziella del 2021 Era il 2021 e avevo appena pubblicato la nuova traduzione di Graziella per le edizioni IOD. Quell'anno ero responsabile della cogestione della Biblioteca comunale Don Michele Ambrosino che portavo avanti con i volontari dell'Associazione culturale isola di Graziella. Decidemmo di presentare la nuova traduzione di "Graziella" in Biblioteca con gli interventi di Sergio Scapagnini, Sylvie Mollard, il Sindaco Dino Ambrosino e Raffaele Iovine. Erano i giorni che precedevano la Sagra del Mare e pensai che sarebbe stato un dono gradito, offrire a tutte le candidate all'elezione della Graziella una copia del mio libro con la dedica del Sindaco. Invitai tutte candidate alla presentazione del mio libro e proposi al Sindaco di firmare le otto copie per poi consegnarle alle "Grazielle" davanti al pubblico presente. Con gesti semplici ma solenni il Sindaco consegnò il nuovo testo di "Graziella...

Elsa Morante: Le spiagge solitarie di Procida

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Elsa Morante La mia isola ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole coperte da ciottoli e conchiglie, e nascoste fra grandi scogliere. Fra quelle rocce torreggianti, che sovrastano l’acqua, fanno i nidi i gabbiani e le tortore selvatiche di cui, specialmente al mattino,   s’odono le voci, ora lamentose ora allegre. Là, nei giorni quieti,   il mare è tenero e fresco e si posa sulla riva come una rugiada. Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, Né un delfino; mi accontenterei   d’essere uno scorfano, ch’é il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, scherzare in quell’acqua. Ma neppure nella buona stagione, le nostre spiagge solitarie conoscono il chiasso dei bagnanti che, da Napoli e da tutte le città e da tutte le parti del mondo vanno ad affollare le altre spiagge dei dintorni.      Elsa Morante         Da  L’isola di Arturo  di Elsa Morante, Einaudi...

Aberto Moravia: Procida

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Alberto Morava e Elsa Morante La mattina presto, l’approdo alla spiaggia della Chiaiolella a Procida, ha tutto l’incanto di quella verginità omerica che ormai, giornalisti e scrittori pretendono non poter trovare se non in fondo al Pacifico, in qualche remoto arcipelago di corallo. Una luce severa si specchia dal cielo sereno; in cui il sole non è ancora spuntato, nel mare perfettamente calmo. La spiaggia è deserta, pochi pescatori accovacciati rammendano in silenzio le reti distese sulla sabbia. Procida non si vede, non si vedono casa: soltanto   una costa gialla, a picco su un arenile deserto. Sopra la costa nella luce che va imbiondendo, le vigne dalle foglie lussureggianti, alcuni pini sottili, qualche quercia. Il mare è disteso in una bonaccia bianca, oleosa con grandi tracce serpentine, quasi diafane, simili a indolenti strade di luce che si dirigono verso l’orizzonte sereno. Alberto Moravia Da  L’isola di Graziella  di Alberto Moravia, le V...

Lo spettro della morte si aggira sull'isola?

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Procida (foto di Pasquale Lubrano Lavadera) Qualcuno scrive che lo spettro della morte si aggira sull'isola di Procida. Lamartine scrive che "lo spettacolo è nello spettatore" nel senso che  se dentro il nostro animo c'è morte  noi vediamo la morte intorno a noi; se nel nostro animo c'è vita allora vediamo la vita intorno a noi. Pur vedendo  le difficoltà e i problemi  che esistono oggi sull'isola, riteniamo che sia possibile continuare a vivere con speranza. Non per niente portiamo a venerdì santo il Cristo morto per le strade e dinanzi a quella "morte"  sentiamo smuovere dentro di noi la vita che chiede il nostro impegno  per trasformare ogni divisione in concordia, ogni bruttura in bellezza, ogni squilibrio in armonia, ogni oscurità in luce, ogni conflitto in pace. Lui prima di morire ha chiesto a Dio di far della famiglia umana una cosa sola. E noi sentiamo di dover vivere perché ci sia unità, pace, gioia, serenità, fra i procidani. Ques...

Anche i giovani procidani hanno diritto al loro costume

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I giovani procidani che accompagneranno le Grazielle nella Sagra del Mare 2016 Procida ha fra i suoi concittadini Elisabetta Montaldo, una delle più brave ed esperte costumiste europee, già due volte Davide di Donatello proprio per i costumi, nonchè scrittrice, pittrice ed esperta delle nostre tradizioni. Grazie a lei abbiamo potuto riprodurre a regola d'arte l'antico e prezioso costume di Graziella. Perché non chiederle di ricercare quale era il vestito di festa che i giovani procidani portavano nell'ottocento, in modo da riprodurlo per gli accompagnatori delle Grazielle nella festa della Sagra del Mare?

Procida: Lamartine e il mito di Graziella

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Maria Fiore e Jean Pierre Mocky  in una scena del Film "Graziella" 1954 di Giorgio Bianchi    Graziella , piccolo romanzo del famoso scrittore Alphonse de Lamartine, uno dei maggiori esponenti del romanticismo francese, pubblicato per la prima volta nel 1849, ha esercitato un grande fascino sulle generazioni di ieri e su quelle del secolo ventesimo.    Come tutte le vere opere letterarie, pur essendo espressione tipica della cultura classico-romantica, il romanzo trova lettori anche in un'epoca come la nostra così lontana dall'ottocento.    Le edizioni italiane non si contano; l'ultima in ordine di apparizione è quella pubblicata nel 1995 dalla Garzanti nella collana "i grandi libri", a cura di Caterina D'Agostino, con un'attenta e scrupolosa introduzione e un'ampia guida bibiografica.    Cosa ha reso e continua a rendere così popolare la piccola e semplice storia di Graziella , ideale fanciulla, figlia di un pescatore, inco...

Barche addobbate a festa per la Graziella alla Corricella e a Marina Grande

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Procida: Marina Corricella 12 giovani fanciulle per rivivere in quest’estate 2015 il Mito di Graziella immortalato dal poeta francese Alphonse de Lamartine. Ritornano le tradizionali barche addobbate a festa, tra luci e colori, in uno scenario ricco di suggestive rimembranze e faranno corona alla presentazione delle “Grazielle” che  verranno accompagnate da 12 giovani nei panni dell’amato “Alphonse”. Quella nuova barca, che Alphonse volle donare alla famiglia povera di Graziella dopo il naufragio del vecchio natante, indispensabile per il lavoro della pesca, diventa magico simbolo della fraternità universale di cui il giovane francese   era portatore. Quel simbolo rivive  oggi nei cortei delle barche ornate di fiori e drappi colorati che sfileranno nel mare di Marina Corricella, mercoledì 12 agosto 2015  ore 20, 30, e a Marina Grande, domenica 16 agosto  2015 ore 20. Una tradizione che si rinnova ogni anno e che assume  nell’immaginari...

Procida: Graziella per sempre

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Manifesto del film "Graziella" di Giorgio Bianchi 1954 Lamartine poeta e Lamartine narratore. Ma a Procida c’è un solo Lamartine: l’autore di Graziella, il celeberrimo romanzo che offusca il meno celebre Raphael e perfino quello che comunemente è considerato il suo capolavoro, Le Lac. Graziella e Procida sono una cosa sola. Un romanzo che dovrebbe essere letto nelle scuole dell’isola e non come libro consigliato ma adottato. Sicuramente la lettura della storia di Julie e di Raphael nell’omonimo racconto concorrerebbe ad una migliore lettura e interpretazione di Graziella. Se non altro per capire e sentire che le donne dei suoi versi e dei suoi romanzi sono tutte designate ad essere romantiche anche nella fatalità di una vita che, giovane, si conclude sempre tragicamente con la morte d’amore. Madame Julie Charles, malata di petto, e la fragile nipote del pescatore di Procida. Del resto è la stessa malinconia che attraversa tutta la storia personale dello scrittore, co...

"Graziella"

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"Graziella" di Daniel Ridgwai Knigt (1839-1924) "Ogni tanto Graziella gettava su di noi uno sguardo stupito e come trasognato. Quando il vecchio ebbe finito di raccontare, la vecchia madre cadde in ginocchio accanto al focolare; Graziella salì sulla terrazza e ne riportò un rametto di rosmarino e qualche fiore di arancio dai petali aperti simili a stelle bianche; prese una sedia e, con gli spilloni che si tolse dai capelli, appese il mazzetto davanti a una statuetta della Vergine, annerita dal fumo, posta sopra la porta e davanti alla quale ardeva un lumicino. Capimmo che si trattava di un atto di ringraziamento alla sua divina protettrice per aver salvato il nonno e il fratello, e prendemmo parte alla sua riconoscenza." a cura dell'Associazione Culturale Isola di Graziella da Lamartine, Graziella, www.culturaesvago.com 

Intervista a Margherita De Rubertis Ambrosino

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                                                                                 Una giovane Margherita De Rubertis   “Il grande   valore degli antichi costumi” Intervista a Margherita De Rubertis Ambrosino Ore 7,00 del mattino di una giornata dell’estate procidana 2012. Pizzaco e la Chiaia. Ti affacci al tuo vefio sul mare. Vista dall’alto la Chiaia sembra un’agorà. Una splendida insenatura per custodire Mimante, il gigante buono che secondo il mito è sepolto nelle sue acque. Nulla sembra essere cambiato. Il castello d’Avalos resiste ai secoli e Pizzaco racconta...