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Procida Capitale della Cultura - Recuperiamo il Palazzo d'Avalos

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Ricostruzione del Palazzo a cura dell'Architetto Gianlorenzo Di Gennaro Sclano Se riusciremo a salvare Il Palazzo d’Avalos e a ricongiungerlo al borgo di Terra Murata e all’isola, il mondo ci guarderà con ammirazione e rispetto, perché avremo   restituito all’umanità una testimonianza viva di cosa significhi   aver cura e rispetto della propria storia. Ci auguriamo che il recupero del Palazzo d’Avalos di Procida serva a riconoscere quanto valore avrà proteggere i luoghi della Nostra Italia del Sud che continuano   a essere infelicemente offesi da spregi che negano ogni conoscenza e sensibilità. Riqualificare vuol dire riconoscere affinché non si ripetano gli affronti subiti da questi luoghi. Sedimentazioni ambigue, forzose e snaturanti, possono essere scientificamente smontate al solo fine di recuperare la “bellezza”. La difesa del luogo più imponente di Procida, ci permetterà di riutilizzare attivamente la “nostra storia”, di ritrovare la “armonia perdi...

Procida: QUALE DESTINO PER IL PALAZZO D'AVALOS?

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Sembra quasi che ai cittadini procidani non interessi il destino del Palazzo d'Avalos. Eppure da quello che avverrà a Terra Murata dipenderà il futuro dell'isola. Se riuscissimo a rinunciare  all'auto e al motorino per un anno o due, potremmo investire tutti i soldi risparmiati proprio  a Terra Murata per realizzare coperative di lavoro, e portare avanti almeno la parte iniziale del progetto che il Ministero ci ha approvato.  Potrebbero esserci anche altre soluzioni; alcune molto pericolose e altre più ardite e impegnative  e di grande respiro.  Purtroppo il silenzio che è calato sul vecchio maniero, certamente non è un segnale positivo.  Occorrono investitori e non speculatori: di questo siamo tutti convinti. Ma  riusciremo a trovare inestitori onesti che guardino i nostri beni ambientali  con lungimiranza e con la prospettiva di salvarli dalla pura  e semplice  speculazione economica? 

GLI ERRORI DI IERI RICADONO OGGI SUI CITTADINI

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Copia della lettera pervenuta al Sindaco di Procida IL COMUNE DI PROCIDA ha  ricevuto da parte del TAR   l’ingiunzione di pagamento di oltre 225.000 euro  per una inadempienza dell’Amministrazione Comunale nel 2010 allorquando non venne pagato il consumo di elettricità all’ENEL, e anche nel 2014 quando arrivò la sentenza del Tribunale. Pertanto i nostri Amministratori di oggi, che già stanno coraggiosamente cercando di risanare il grosso debito trovato al Comune all'indomani del loro insediamento, dovranno entro 60 giorni trovare questa somma ingente da versare nelle casse dell’ENEL. Come mai la legge italiana degli Enti locali deresponsabilizza i politici di turno e fa cadere gli errori commessi ieri sui politici che amministrano oggi? Un avvocato civilista da noi interpellato ha cercato di farci capire che per la legge gli Amministratori sono i delegati dei cittadini, per cui quella quota non pagata dagli Amministratori all’Enel  ricade sui cittadini...

Procida dopo la drammatica situazione economica

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Viva partecipazione alla Sagra del Mare 2016 Penso che non tutti i procidani sono ancora venuti a conoscenza della drammatica situazione economica-amministrativa in cui ci troviamo, a causa del forte indebitamento pubblico, di oltre 24milioni di euro, accumulatosi in questi decenni e di alcuni gravi provvedimenti giudiziari in corso. E’ senz’altro la maggiore crisi del nostro Comune dal dopoguerra ad oggi, per superare la quale occorre il concorso e la buona volontà da parte di tutta la cittadinanza. Gli attuali Amministratori, pur non avendo avuto responsabilità, sono stati costretti ad ereditare questo grande defaut  e a provvedere al risanamento richiesto dalla Corte dei Conti ed a gestire l’ingestibile. Come possiamo comprendere tutti, amministrare con le casse vuote , e risanare il grande debito, non è operazione facile, in quanto è stato necessario ridurre drasticamente le spese e limitare i servizi e aumentare qualche tassazione, senza poter assumere altri dipe...

Mauro Moretti non ci sta. Ritiene giusto guadagnare 60.000 euro al mese!

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Mauro Moretti Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato E’ inconcepibile che in una società democratica dove un docente della Scuola pubblica guadagna,  dopo anni di insegnamento, 1500 euro al mese e dove molti operai non raggiungono le 1000 euro al mese,  un Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, quale Mauro Moretti,  debba essere retribuito coni 730.000 euro all’anno ossia circa 60.000 euro al mese, ossia 60 volte di più di un docente. Bene ha fatto Matteo Renzi a proporre una drastica riduzione. Mauro Moretti  non ci sta e dice che è sbagliato. Noi invece pensiamo che sia pura follia continuare a retribuire i Dirigenti nazionali con tale grossa somma. Pasquale Lubrano Lavadera 

Procida: il porto turistico

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Il Porto turistico di Procida Abbiamo sempre sostenuto che aver venduto a persone non dell'isola il Porto di Procida è stato una grave perdita per l'economia interna. Lo testimonia l'ultimo comunicato stampa dell'attuale dirigenza di "Marina di Procida": "Risultato esaltante per Marina di Procida, il caratteristico approdo posizionato strategicamente nel golfo, fra Napoli, Ischia e Capri, con i suoi circa 500 posti barca di dimensioni comprese fra i 6 e 40 metri di lunghezza, che  ha registrato un  notevole incremento di presenze, che nell’ultimo mese di agosto sono state addirittura raddoppiate rispetto allo stesso periodo nel 2012. In particolare, a favorire il trend in crescita, che ha toccato l’80% in più rispetto agli anni precedenti, sono stati gli yacht di grandi dimensioni che arrivano sino a 40 metri di lunghezza, e che grazie al riassetto organizzativo e strutturale avvenuto negli ultimi mesi, hanno ormeggiato agli attracchi di  Marina ...

Procida: Chi gestirà il nostro Porto Turistico a Marina Grande?

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Procida: il Porto Turistico a Marina Grande La storia   del porto turistico di Procida è lunga e complessa. Purtroppo   molto presto esso sarà in mano ai privati non procidani. E questa grande risorsa non porterà utili nelle tasche dei procidani ma della società privata “Mare 2” . Già nel 2008 la stampa si era interessata ella vicenda del nostro porto. Dal Corriere del Mezzogiorno, infatti, leggiamo: “Il Comune di Procida mette in vendita il 49% delle azioni del nuovo porto turistico Sancio Cattolico. Che fino a ieri era il suo vanto.” All’epoca si disse «La nostra Fiat garantirà sviluppo e lavoro per almeno quattro generazioni»: così si disse, ma, probabilmente, a Palazzo, pochi se ne ricordano. L’obiettivo, naturalmente, è fare soldi e dare ossigeno ad un bilancio gravato di debiti. Ma basta questo a giustificare l’operazione? Quanto vale il 49% di un porto turistico che ospita 491 barche e potrebbe avviare un work in progress molto ricco?” Ormai la vertenza...