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Giovanni Mastroianni porta la TV a Procida nel 1954

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  Il grande camion della Radiomarelli al Porto di Marina Grande Giovanni Mastroianni  e’ arrivato  a  Procida intorno  ai  15  anni, alcuni anni  prima della II guerra mondiale, perché la  mamma, Amalia Sannino, insegnava nelle scuole elementari dell’isola. Figlia di un Maresciallo di marina, la   Sannino essendo rimasta vedova pensò di trasferirsi sull’isola con la famiglia. Molti ricorderanno la figura di questa simpatica forte ed energica maestra di intere generazioni di ragazze isolane. Amante della musica la maestra Sannino organizzava ogni anno scolastico con passione meravigliosi spettacoli con le sue   allieve al Cinema Moderno,   richiamando così a teatro, per la prima volta,   tante famiglie     Giovanni  invece aveva la  passione  per  la  radio e verso  i  vent’ anni costruì la  prima  agalena: radio  con  cuffie.  Era...

1955 TUTTI AL CINEMA A VEDERE "Graziella"

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Era il febbraio del 1955 quando venne proiettato a Procida   il film di Giorgio Bianchi ispirato al romanzo Graziella di Lamartine, con Maria Fiore e Jean Pierre Mocky. Per alcune sere il cinema Moderno registrò il tutto esaurito.  Grandi e piccoli potemmo ammirare in bianco e nero quella storia d'amore struggente e dolorosa.  Già era stata novità il fatto che sull'isola si girava questo film, ancor di più la partecipazione in massa dei cittadini alla prima nazionale della pellicola.  Avevo 10 anni e andai al cinema con la nonna materna che non aveva mai varcato la soglia del cinema Moderno.   Un evento, a dir poco, straordinario e forse allora più che mai si radicò nella cultura procidana  l'amore per il romanzo Graziella  di Lamartine e  l'elezione di una fanciulla che doveva per un anno simboleggiare la protagonista del romanzo, nella Sagra del Mare divenne  il momento più atteso e desiderato. Pasquale Lubrano Lavadera 29-10-194...

CIRO GALATOLA, UN PURO DI CUORE

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Ciro Galatola   Ciro Galatola è scomparso da tempo,  morì infatti il 20 dicembre del 2012 a Madonna dell'Arco, borgo di sant'Anastasia dove i domenicani, proprietari del Palazzo Pagliara, lo avevano trasferito per assisterlo nella malattia.  Conservo la foto ricordo post mortem e leggendo la frase  in epigrafe ancora mi commuovo: "I suoi occhi avevano il colore del mare e insieme ai ricordi resteranno incisi  nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo." Io lo avevo conosciuto da bambino, quando abitavo a Villa Angelina, la grande villa con doppia entrata,  una in via Vittorio Emanuele e l'altra in via Marcello Scotti  proprio di fronte al Palazzo Pagliara, dove lui abitava con la madre assolvendo un servizio di custodia della proprietà. Era diventato giovane amico di mio padre  e lo aiutava  nella cura di un piccolo giardino situato accanto a Villa Angelina e spesso a mezzogiorno gli portavo il pranzo lì dove lui lavorava. Da al...

GOANCARLO COSENZA: GRANDE IL SUO IMPEGNO PER SALVARE L'ARCHITETTURA MEDITERRANEA DI PROCIDA

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  Giancarlo Cosenza (1933-2025) Era il 1959 quando ebbe inizio l’attività  della Pensione Lubrano  portata avanti dalla mia famiglia, in via Vittorio Emanuele n. 172 in Procida. Tra i primi ospiti Giancarlo Cosenza, un giovane ingegnere legato sentimentalmente a una ragazza procidana che sarebbe poi divenuta sua moglie, Lucia Ruocco. Io avevo 15 anni ed ero addetto alla pulizia delle camere, per cui trovandomi   nella stanza dove alloggiava Cosenza   fui attratto da un   grosso volume poggiato sul comodino. Lo presi tra le mani e lessi il titolo: Il Dottor Zivago . Pensai subito che doveva essere un libro importante e lo segnai nella mia immaginaria agenda dei libri da leggere. E quando anni dopo lessi quel libro legai l’immagine di Giancarlo al protagonista di quel libro.   Fu il mio primo rapporto seppur fugace e fantasioso con Giancarlo. Solo qualche anno dopo   nel 1963, a 19 anni, me lo trovai   ancora accanto nell’ingresso n...

Procida capitale italiana della cultura: Don Luigi Fasanaro

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  don Luigi Fasanaro Il giorno in cui il curato don Luigi Fasanaro mi portò a visitare l’abbazia    L'Abbazia di san Michele Arcangelo, emblema storico dell’isola di Procida, è   situata nella parte più elevata del piccolo territorio, a circa 80 metri dal livello del mare.    Stretta tra le case   dell'antico borgo il maestoso e splendido edificio, si presenta dopo un millennio, nonostante le incursioni distruttive dei secoli passati, con le sue bellezze nascoste, con i suoi scenari mozzafiato ma anche ferita di un lento e inesorabile decadimento. Tuttavia, ingenti reperti storici, opere d'arte, beni culturali, suppellettili pregiate sopravvivono all’inerzia dell’uomo.    Ciò nonostante il visitatore che ardisce raggiungerla, sbalordito e incredulo, ammira   questo naturale complesso museale, che assomma in sé - scrigno autorevole e maestoso di storia e di civiltà - un cumulo di testimonianze straordinarie di vicende antiche cari...

DON MICHELE AMBROSINO: UN UOMO, UN PRETE

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  Vi confido che non mi è facile raccontare di Don Michele perché, come a tantissime altre persone , Don Michele “manca” e la sua assenza in certi momenti si fa sentire tanto. Manca il suo sguardo, perspicace e dolce insieme, che sbucava rapido dai suoi occhi azzurri e limpidi, raggiungendo il cuore con naturalezza; manca il suo ascolto attento e il suo sorriso paterno, come la gioia che manifestava quando  incontrava le persone, soprattutto se non le vedeva da  un po’ di tempo, curioso di sapere come andavano le cose. Negli ultimi tempi si dispiaceva di non poter più fare agevolmente il tratto a piedi, andata e ritorno, dalla sua abitazione al Santuario. E sapete perché? Perché,  diceva, non poteva accontentare i tanti che, lungo quel piccolo tratto, amavano fermarsi un po’ con lui, fargli una confidenza, sentire una parolina di incoraggiamento, sentirsi chiedere del figlio, del marito, del fratello.. . Don Michele, infatti, nonostante il carattere talvolta sch...