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Visualizzazione dei post con l'etichetta fede e religiosità

SUPERATA LA PAURA E INSICUREZZA PER L'ARRIVO DEI MIGRANTI A PROCIDA?

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Qualcuno afferma che "Procida sempre cristiana fuit". Ma oggi possiamo dire che Procida è ancora un'isola di cultura  cristiana? Penso che l'isola per tradizione e cultura resta ancora "cristiana" anche se abbastanza lontana dalla pratica religiosa,  Gesù ci ha lasciato un invito: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te". Per vivere questo invito alcuni hanno sentito di dover far qualcosa per accogliere  i rifugiati sull'isola; molti altri invece, sono ancora  spaventati al pensiero di dover accogliere anche nel futuro i rifugiati e si mostrano scettici verso le scelta attuale dei nostri attuali amministratori che hanno detto di sì al Prefetto quando ha destinato a Procida  una decina di famiglie di rifugiati.  Da do ve nasce questa insicurezza, questa paura di accogliere nuclei familiari sconosciuti che fuggono dalla violenza e dalla guerra?  Non è una domanda dalla facile risposta, anche perché sappiamo che ci sono idee div...

DON MICHELE AMBROSINO: SAREI UN PRESUNTUOSO SE DICESSI...

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  Don Michele Ambrosino (1924-2015) Don Michele Ambrosino, parroco del Santuario di san Giuseppe di Procida , nel Natale del 1999 inviò una lettera di auguri ai suoi parrocchiani. Tra le altre cose così scrisse: "Io dovrei, possibilmente avviare un dialogo con tutti sui grandi temi dello scopo della vita, sul significato della religione, sul valore del Cristianesimo e sul concetto della felicità umana. Sarei un presuntuoso se dicessi che sono tanto bravo su questi temi, Se dicessi però che non ci penso con serietà e frequenza direi il falso e mi esporrei a farmi discreditare, fornendo di me stesso un'immagine superficiale, e che non merita poi troppa stima. Ci incontriamo così spesso, ma io purtroppo neanche di tutti conosco il nome. Quest'anno che registra il compleanno di Cristo per 2000 volte, si svolge a Roma sotto forma di Giubileo, che ha come inizio simbolico l'apertura di una porta.  Prendo lo spunto augurare a tutti una grande apertura di mente e di cuore, la ...

OLTRE IL CLERICALISMO

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 Oltre il clericalismo nella Chiesa, un libro sconvolgente perchè fa traballare convinzioni che ancora permangono in molti preti e molti laici. Papa Francesco sta combattendo per ANDARE OLTRE il clericalismo che ROVINA il volto della Chiesa e annulla il carisma dei laici. Il clericalismo è oggi il pericolo maggiore per le nostre comunità cristiane, per le parrocchie, le diocesi, è la grande malattia, il morbo che attanaglia il cattolicesimo. Un prete che imposta la sua missione tutta intorno alla parrocchia e chiede ai laici di aiutarlo...questo è clericalismo. La grande tentazione di molti sacerdoti è quella di pensare che i laici impegnati siano quelli che lavorano con lui nelle opere della parrocchia o della diocesi. Questo è uno degli errori più grandi, è... clericalismo. Un prete, oggi, se vuole combattere  il clericalismo si pone la domanda: cosa posso fare per accompagnare il laico nella sua vita sociale? E, come risposta,  opera scelte conseguenti. In questo modo ...

PROCIDA. 24 LUGLIO 1974: Una data da ricordare

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Procida: Santuario di Santa Maria delle Grazie Il 24 luglio 1974 ci fu per Procida un evento in po' speciale : l'incontro tra un folto gruppo di procidani con Paolo VI nell'aula di Castelgandolfo, con la presenza del Parroco don Antonio Florentino. Si voleva portare al Papa, in quel mese dedicato nell'isola alla Madonna delle Grazie, l'impegno di una intera comunità   a vivere il Vangelo così come l'aveva vissuto Maria la Madre di Gesù. Il Papa, commosso da quella significativa presenza di procidani,   volle ringraziare tutti con un messaggio denso e ricco di speranza. Parlò di "una spirituale freschezza di sentimenti" e di profonda riconoscenza per quel gesto così significativo Sono passati 46 anni da allora, ma quelle parole del Papa continuano ad essere per noi procidani un invito accorato   a trarre da questo mese di luglio, una crescita nelle fede, per progredire   alla luce degli insegnamenti di Maria che è stata la prima donna che ha c...

Quando il sacerdozio tradisce il Vangelo

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Don Michele Ambrosino negli anni 50 con i ragazzi e i giovani della sua comunità Mettere il culto al centro della vita religiosa è tradire il Vangelo: lo aveva capito bene Don Michele Ambrosino che nel suo diario del 7 dicembre 1975 così scriveva: I SUOI NON LO ACCOLSERO E' tenebroso ed è illuminanate pensare che la croce di Cristo sia stata fabbricata dal sacerdozio, in nome della legge, per amore di Dio; ma quel sacerdozio era divenuto casta e potere, la legge un idolo e uno strumento di tortura; Dio l'oggetto geloso della propria vanagloria: un Dio che non salva, una legge che uccide, un sacerdozio superbo, che si serve anche di Dio e tutto annebbia coll'incenso di un culto pletoriuco ed alienanate Don Michele Ambrosino Michele A,mbrosino Amche morire è vivere , Dehoniane Napoli 1980

Don Michele Ambrosino: E' unito a Cristo chi è unito ai fratelli

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don Michele Ambrosino con il giovane Don  Marco Meglio E' unito a Gesù chi è in comunione di vita e di amore con tutti i fratelli di Cristo. Chi aderisce alla sua passione rivissuta e risofferta nei poveri e nei torturati. Chi è dalla sua parte nella scelta definitiva della propria vita Don Michele Ambrosino da Michele Ambrosino, Anche morire è vivere, Dehoniane 1980

Vincenzo Romano, il parroco che non si ferma al puro esercizio del culto

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Sfama il popolo durante l'eruzione del Vesuvio del  1794 Nel parroco Vincenzo Romano troviamo una carità che si espande fuori del puro esercizio del culto e s’interessa e si affaccia per tutti i bisogni umani privi d’altro soccorso. Egli a nulla è estraneo, tutti conosce, tutti conforta, tutti ammonisce, tutti benefica. Anzi la sua carità da individuale si fa sociale, da spirituale anche professionale ed economica per ritornare subito morale e religiosa. Si dedica all’educazione dei fanciulli e dei giovani nella sua casa, dove gratuitamente tiene lezioni per i vari ordini di scuola. Si impegna per la giusta composizione delle questioni economiche e sociali esistenti tra gli armatori delle coralline ed i marinai che affrontano la fatica e i rischi della pesca. Conoscere la sua vita  e il suo amore assoluto  per gli altri ha "sconvolto" la vita di tanti procidani.

l'Immacolata

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La Festa dell'Immacolata è festa per tutti, anche per chi non ha riferimenti religiosi. Forse perché Maria, la donna del Vangelo, è colei che ha cantato il Magnificat proponendo una vera e propria rivoluzione sociale: "Depose i potenti dai loro troni ed innalzò gli umini, ricolmò di bene gli affamati e rimandò i ricchi  a mani vuote." Ci uniamo al coro di chi la festeggia  con una preghiera scritta da Anna Rosaria Meglio, la nostra poetessa contadina, il cui respiro poetico è come una polla di acqua sorgiva. Tutte le lodi sono per te Maria, sei l'immenso splendore, pieno di luce è il tuo viso, i tuoi dolci occhi ci incantano. Tu sei la nostra mamma e tutte le lodi voglio cantare per te. Ti prendi cura di tutti noi sulla terra e non possiamo fare a meno di amarti. Confortaci nei nostri affanni quotidiani, guidaci con la luce della tua sapienza. Tienici stretti  quando stiamo per cadere, aiutaci a rialzarci e facci senite il calo...

Procida: Ha un senso parlare oggi di processioni?

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Procida. una processione nei pressi del Largo Caduti Nell'isola di Procida hanno ripreso quota le processioni e certe forme di religiosità popolare. Sono sentite da una buona parte della popolazione e attraggono giovani e adulti.  Per la verità quella maggiormente sentita dai giovani resta solo la Processione del Venerdì Santo, le altre un po' meno. Nello stesso tempo si registra un sempre maggiore allontanamentto di adulti e giovani dalla vita della comunità ecclesiale e dalla pratica religiosa. Di fronte a questa duplice realtà,  mi pongo alcune domande: Ma ha ancora un senso oggi la processione? Che rapporto c'è tra la processione e la fede? Cosa pensano i giovani delle processioni in genere? E' giusto mettere gli altoparlanti all'esterno della Chiesa per far sentire  la preghiera liturgica a chi è sulla strada? O collocare gli altarini nelle strade dove passa il corteo e sparare i fuochi di artificio? Domande alle quali non sempre  ho trovato una risp...

"Nel desiderio di incontrare gli smarriti"

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Ricordiamo la figura del Sacerdote Don Michele Ambrosino con alcuni suoi brani tratti dalle numerose pubblicazioni. Con tristezza vediamo assottigliarsi le fila di quei ragazzi che rispondono alla chiamata a servire spiritualmente domani i propri fratelli; vedo come rarefatti i gruppi di giovani che stimano la fatica e la nobiltà della vita politica per il servizio disinteressato del nostro paese…Poi vedo crescere tra i giovanissimi il popolo della notte, esposto ad ogni avventura, mentre forse i genitori sono immersi in dolci sonni…Un popolo cristiano deve essere allarmato per questi sintomi, senza annegarli nei fumi dello stordimento artificiale, in tante forme del consumismo o nell’eresia, per cui tutto è lecito…Cristo rincorre un popolo colpito dalla disgrazia di sottovalutare la ricchezza e il bene della fede e delle altre cose che contano, lo cerca sempre, nel divino desiderio di incontrare gli smarriti, i distratti e quanti non riflettono, per poter celebrare sulla terr...

Il senso profondo dell'essere comunità

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Alcune riflessioni in margine alla Processione  del Venerdì Santo a Procida La Processione di Venerdì Santo si è riproposta quest’ anno a Procida nel bello, nell’incerto, nella disarmonia. Nel bello di alcuni passaggi toccanti e suggestivi, nell’incerto della programmazione lì  dove la libertà del singolo  non tiene conto di una visione di insieme, nella disarmonia  tra tempi, luoghi, percorsi e nello sfascio dei “misteri” [1] che quest’anno si è ripetuto, solo per alcuni,  tristemente a Marina Grande. Pertanto una riflessione s’impone per un evento che coinvolge tutta l’isola e non solo: molti infatti  sono stati i visitatori venuti da fuori per parteciparvi. Pur conservando nell’insieme il suo fascino, quest’anno si è avuto l’impressione che in certi momenti la Processione debordasse: straripavano alcuni “misteri” di grandi dimensioni  che mal si accordavano con le stradine strette, con gli archi e i sottopassaggi; straripa...

Procida: Ritorna il Venerdì Santo

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Come sempre la Processione di Venerdì Santo  di Procida si ripropone nel bello, nell’incerto, nella disarmonia.  Restano l'innocenza di quei piccoli "angioletti" vestiti di nero, portati dai propri padri nel corteo funebre, ancora ignari del mistero della vita, e la struggente sensazione di dolore commosso al passaggio della statua lignea del Cristo Morto.  Il resto è polvere colorata che svapora e svanisce come fumo al vento. [1] Tavole plastiche ispirate a frasi dell’Antico e Nuovo Testamento

Procida: L'antico costume procidano nella Processione di Venerdì Santo

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L'antico costume procidano riprodotto fedelmente da Elisabetta Montaldo L'antico costume delle donne procidane, indossato nella manifestazione della  Graziella,  è un abbigliamento di grande valore artistico e storico, uno delle abbigliamenti più belli e più seri tramandatoci dalla antica vita procidana. Basti pensare che veniva indossato nelle occasioni più solenni, nei funerali, nelle cerimonie religiose e soprattutto nella istituzione dei sacramenti. Solo negli anni 50 fu indossato dalle ragazze che partecipavano alla manifestazione della Graziella. E fu scelto quel vestito perché non si voleva ridurre quel momento ad un semplice concorso di bellezza, ma per simboleggiare l'alta moralità del personaggio di Graziella. Teniamo presente che una coraggiosa fanciulla procidana, qualche anno fa, indossò con grazia e doverosa serietà l'antico costume nella celebrazione religiosa del suo matrimonio. E' vero che, nel passato, non fu indossato per Venerdì San...

Procida: c'è grande bisogno di pace e di serenità fra tutti.

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Procida 6 agosto 2014: il corteo dell'immagine sacra della Madonna delle Grazie in Largo Caduti Per la prima volta, un forte messaggio di pace è stato lanciato nell' isola di Procida da don Marco Meglio, giovane Parroco, durante il trasferimento dell'immagine sacra della madonna delle Grazie dal santuario di Piazza dei Martiri alla Chiesa di san Leonardo.  Don Marco ha invitato tutti i procidani a lavorare di più per la pace nel mondo, a cominciare dalle nostre comunità; a perdonare le offese, a ricostruire rapporti lacerati da conflitti e separazioni. Un forte momento di preghiera e di riflessione, ma soprattutto un invito a vivere il Vangelo che chiede prima di ogni altra cosa rapporti di amore e di rispetto fra tutti, senza i quali la coesione sociale è sempre in pericolo con gravi conseguenze nella vita dei singoli e dell'intera isola. a cura dell'Associazione Culturale Isola di Graziella

Novità nella chiesa procidana?

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Procida Santuario di Santa Maria delle Grazie Stiamo assistendo con interesse ad un cambiamento sostanziale nella chiesa procidana. Lo abbiamo constatato nelle ultime "Quarant'ore" che si sono celebrate nella parrocchia di San Leonardo: niente sfarzo, niente drappi regali, ma una grande sobrietà, finanche nel Coro che, musicalmente di alto livello, ha scelto di contribuire con canti appropriati ad un clima di vera preghiera.  Niente più rimasugli di latino, niente apparati sfarzosi e retorici o miagolii pseudo-teologici  che poco si confanno all'esperienza  di Cristo, venuto  per dare il pane agli affamati, per insegnarci ad amare, a perdonare i nemici, a lavorare per la giustizia e la pace. Abbiamo infatti con grande sorpresa e gioia ascoltato le  parole scarne ed incisive  di Papa Francesco commentate da Padre Bruno, missionario del PIME, da decenni in giro nelle periferie del mondo per annunciare la Buona Novella e per sostenere iniziative di so...