MANTENERE VIVO IL RAPPORTO TRA I POLITICI ELETTI E I CITTADINI



L'isola di Procida con sullo sfondo l'isolotto di Vivara e l'isola di Ischia


La crisi democratica della politica, in atto è dovuta a tanti fattori, tra i quali, come afferma Michael J. Sandel, docente di Teoria del governo a Harvard, risulta fondamentale il distacco dei cittadini dalla vita politica, in quanto spesso i partiti, nati proprio per mantenere acceso nella popolazione il senso della partecipazione e l' interesse per la politica.

E i politici, dopo le elezioni, senza l'aiuto dei partiti, presi dall'impegno impellente della vita della città, non sono sempre riusciti a mantenere il rapporto con i cittadini , vanificando quella sovranità popolare che dovrebbe sempre caratterizzare la democrazia.

Ci sono infatti politici che hanno lavorato moltissimo per la città, tuttavia non sempre il popolo li ha premiati, riconfermandoli.
Ci si chiede allora come mai? Cosa è venuto meno?
Sembra che siano venuti meno, per la crisi dei partiti, essenzialmente il rapporto tra il politico e i cittadini.

Ed è questa una realtà abbastanza estesa nei comuni piccoli e grandi.
Un Sindaco della piccola isola di Procida, negli anni 50, in una vita democratica nascente, dopo secoli di imperialismo, monarchie e dittature, quasi a voler sottolineare la diversità della vita democratica, affermava: "Noi vogliamo migliorare la vita dell'isola ed abbiamo per questo presentato un grande programma ma sia ben chiaro..t.utto questo non lo faremo da soli, ma con voi cittadini, e da voi non ci aspettiamo il plauso ma le critiche costruttive perchè sempre possiamo sbagliare".
Lui comunicava attraverso un giornale quello che viveva come politico, anche le difficolta che si stavano incontrando nella risoluzione di alcuni grossi problemi, come quello del porto. E quando incontrava i cittadini invitava sempre anche consiglieri della minoranza.

Oggi però. penso che neanche questo sia più sufficiente. E' necessario qualcosa di nuovo in tutte le citta.
E' necesario che gruppi di cittadini, anche di vario orientamento, insieme, diano vita a "gruppi di iniziativa civica e politica" per prendersi cura della vita democratica della citta, per affrontare i problemi esistenti e per portare le proprie istanze ai politici e poi seguire il loro lavoro, in un confronto periodico dialettico e costruttivo.

Dovrebbe inoltre aver termine questa lotta tra politici di maggioranza e di minoranza, a cui assistiamo ogni giorno a tutti i livelli,, in special modo al governo, perché tutti gli eletti dal popolo sono chiamati ad amministrare.

La parole "opposizione" andrebbe cancellata dal gergo politico. La minoranza non si oppone, ma controlla la legalità dell'azione politica.

Riporto una testimonianza che può confortarci e offrirci indicazioni concrete per il nostro agire.
Un contadino veneto, Giovanni Parolin, di Cittadella, tutte le sere dopo il lavoro e la cena con la famiglia usciva per interessarsi della vita politica della sua città. La moglie inizialmente non capiva questo suo forte impegno e manifestò la sua perplessità a Giovanni. Giovanni allora fece capire a sua moglie che, dopo avevano dato vita a una famiglia, avevano messo al mondo dei figli e che pertanto ora bisognava lavorare affinché la società nella quale un giorno i figli avrebbero vissuto fosse sempre più giusta più umana più politicamente corretta.
Da quella volta la moglie di Giovanni, dopo cena mise anche lei il soprabito e accompagnò il marito nell'azione che il "gruppo di iniziativa civica e politica di Cittadella portava avanti. Fui così colpito da questa storia che la raccontai in un libro,.1
Vogliamo sperare che in tutte le nostre citta, piccole o grandi, e anche nella piccolissima isola di Procida, possano nascere questi gruppi di iniziativa civica e politica da affiancare il lavoro dei politici per dar vita ad una vera democrazia.

1 Pasquale Lubrano Lavadera, Cerco un paese innocente, Citta Nuova edizioni"


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