MANTENERE VIVO IL RAPPORTO TRA I POLITICI ELETTI E I CITTADINI
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| L'isola di Procida con sullo sfondo l'isolotto di Vivara e l'isola di Ischia |
La crisi democratica della politica, in atto è dovuta a tanti fattori, tra i quali, come afferma Michael J. Sandel, docente di Teoria del governo a Harvard, risulta fondamentale il distacco dei cittadini dalla vita politica, in quanto spesso i partiti, nati proprio per mantenere acceso nella popolazione il senso della partecipazione e l' interesse per la politica hanno disatteso questi obiettivi primari.
E i politici, dopo le elezioni, senza l'aiuto dei partiti, presi dall'impegno impellente della vita della città, spesso non sono sempre riusciti a mantenere un rapporto costante con i cittadini , vanificando quella sovranità popolare che dovrebbe sempre caratterizzare la democrazia.
Ci sono infatti politici che, pur avendo lavorato moltissimo per la città, non sono stati riconosciuti dal popolo, e non riconfermati nel loro ruolo di amministratori.
Ci si chiede allora come mai? Cosa è venuto meno? Non basta il fare?
Mario Spinetti, Sindaco della piccola isola di Procida, negli anni 50, in una vita democratica nascente, dopo secoli di imperialismo, monarchie e dittature, quasi a voler sottolineare la diversità della vita democratica rispetto alle precedenti gestioni della città, affermava: "Noi vogliamo migliorare la vita dell'isola ed abbiamo per questo presentato un grande programma ma sia ben chiaro...tutto questo non lo faremo da soli, ma con voi cittadini, e da voi non ci aspettiamo il plauso ma le critiche costruttive perché sempre possiamo sbagliare".
Lui comunicava attraverso un giornale quello che viveva come politico, anche le difficolta che si stavano incontrando nella risoluzione di alcuni grossi problemi, come quello del porto di procida allora nascente. E quando incontrava i cittadini invitava ad essere presenti accanto a lui anche i consiglieri della minoranza. la qualcosa dopo di lui non si è più verificata.
Sarà difficile realizzare questo nella nostra piccola isola, dopo una campagna elettorale agitata e con ripetuti scontri verbali?
Noi ce lo auguriamo e auspichiamo che il nuovo Sindaco eletto, il Dr. Luigi Muro, convochi periodicamente la popolazione per pacificare gli animi e dare una svolta rivoluzionaria al modo di amministrare, aggiornando periodicamente i cittadini del lavoro intrapreso, delle difficoltà che si incontrano e di come si cerca di superarle.
Oggi però come molti studiosi della politica affermano è necessario anche un impegno nuovo dei cittadini dopo le elezioni. Lo affermava il politico sociologo Tommaso Sorgi: è necesario che gruppi di cittadini, anche di vario orientamento, insieme, diano vita a "gruppi di iniziativa civica e politica" per prendersi cura della vita democratica della città, per affrontare i problemi esistenti e per portare le proprie istanze ai politici e poi seguire il loro lavoro, in un confronto periodico dialettico e costruttivo.
Dovrebbe inoltre aver termine questa lotta tra politici di maggioranza e di minoranza, a cui assistiamo ogni giorno a tutti i livelli e un po' dovunque, in special modo al Parlamento. Tutti gli eletti dal popolo sono chiamati ad amministrare pur se in ruoli diversi. La parole "opposizione" andrebbe cancellata dal gergo politico. La minoranza non si oppone, ma è presente in tutte le commissioni e presiede la commissione della trasparenza per cui ha particolarmente a cuore la legalità di ogni atto politico.
Riporto una testimonianza che può confortarci e offrirci indicazioni concrete per il nostro agire.
Un contadino veneto, Giovanni Parolin, di Cittadella (Padova), tutte le sere dopo il lavoro e la cena con la famiglia usciva per interessarsi della vita politica della sua città. La moglie inizialmente non capiva questo suo forte impegno e manifestò la sua perplessità a Giovanni. Giovanni allora fece capire a sua moglie che, dopo aver dato vita a una famiglia, messo al mondo dei figli, bisognava lavorare affinché la società nella quale un giorno i figli avrebbero vissuto fosse sempre più giusta, più umana, più politicamente corretta.
Da quella volta la moglie di Giovanni, dopo cena mise anche lei il soprabito e accompagnò il marito nell'azione che il "gruppo di iniziativa civica e politica" di Cittadella portava avanti. Fui così colpito da questa storia che la raccontai in un libro,.1
Vogliamo sperare che in tutte le nostre citta, piccole o grandi, e anche nella piccolissima isola di Procida, possano nascere questi gruppi di iniziativa civica e politica da affiancare il lavoro dei politici per dar vita ad una vera democrazia e stemperare quel clima conflittuale che sempre si crea durante una campagna elettorale.
1 Pasquale Lubrano Lavadera, Cerco un paese innocente, Citta Nuova edizioni"

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