L'ISOLA di PROCIDA E' RINATA
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| Il Sindaco Dino Ambrsosino accoglie i migranti nell'isola di Procida |
Se provassimo a elencare tutto il lavoro svolto in questi 10 anni dall'Amministrazione di Dino Ambrosino rimarremmo stupiti e quasi increduli. Mai a memoria d'uomo un'Amministrazione comunale di Procida ha saputo raccogliere i cocci del passato e ha ricomposto aspetti che da decenni languivano nel silenzio.
Un isola che si presentava in quel 31 maggio 2015 sull'orlo del baratro economico, con debiti che si accumulavano e con la Corte dei Conti pronta a commissariare le gestione politica nascente, con le casse vuote e un "predissesto dichiarato" che avrebbe impedito di sostituire i dipendenti comunali in età pensionabile.
Inoltre con un depuratore mai portato a termine, con un isola ecologica da completare, con una biblioteca comunale priva di vita, con strade dissestate, una Terra Murata pericolante, una Santa Margherirta in disfacimento, Dino Ambrosino e la sua squadra hanno saputo intercettare l'esigenza profonda dei procidani che chiedevano un cambiamento, e si sono tuffati in acque poco tranquille e pericolose per tentare di salvare il salvabile e dare una risposta nuova al paese.
E di questo dobbiamo essere riconoscenti e grati. Senza il loro coraggio il destino dell'isola oggi apparirebbe ancora incerto e nebuloso.
Moltissimo è stato realizzato, anche se c'è ancora molto da fare, Tuttavia, senza ombra di dubbio e, a ragione, possiamo ben dire che, in questi 10 anni l'isola è rinata.
Non credo sia un'opinione, in quanto sono i fatti, incontrovertibili che parlano.
Per la prima volta il debito pubblico è sceso da circa 36 milioni di euro a 12 milioni di euro con un avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2025 di 6 milioni di euro.
Risultato eccezionale e di grande valore politico e sociale. Che un paese restituisca tanti soldi allo Stato e si avvii ad un risanamento totale, è qualcosa di veramente grande.
La manutenzione delle strade non si è fermata un attimo, ed è stato realizzato il parcheggio in via Libertà. Mai un ufficio tecnico ha lavorato con tanta passione e solerzia, creando nuove strutture e riportando allo splendore antiche e storiche strutture del passato come santa margherita Nuova e restaurando gli istituti scolastici.
Inoltre è stata definita e completata l'Isola Ecologica a Pizzago, portando avanti con successo la raccolta differenziata per i rifiuti, e per la prima volta Procida può godere di un parco pubblico a Terra Murata.
Interventi mirati poi sono stati deliberati per il pericolo del crollo dei costoni di Terra Murata e delle frane sulle coste.
E' nata una "casa famiglia" per tersone in situazioni di grande fragilità. Inoltre, di fronte alla dolorosa "morte" dell'Albano Francescano, con la perdita di Vivara, il Comune si è fatto carico di sostenere gli anziani poveri, nella neonata residenza per anziani.
Ma, senza alcun dubbio, una delle opere più grandi, di fronte ad un Italia sempre più avviata verso una politica governativa anti immigrazione, è stata quella di aver dato casa lavoro e istruzione a 38 immigrati: esempio luminoso di accoglienza e integrazione che ha permesso al nostro Sindaco di raccontare questa esperienza alla Camera dei Deputati e al Centro La pace di Benevento.
Inoltre per la prima volta l'Italia e il mondo grazie al Sindaco Dino hanno scoperto il patrimonio storico ambientale e culturale che l'isola ha conservato nei secoli con il riconoscimento di Capitale della cultura. Un evento che ha cambiato completamente nell'immaginario collettivo la visione dell'isola: non un isola mondana fatta di eventi fosforescenti e chiassosi ma un isola umile e discreta che porta nelle sue radici storiche e culturali un tesoro da poter offrire ai cittadini del mondo.
Sarà questo aspetto che, se ben compreso dagli operatori turistici, segnerà il destino futuro dell'isola e cambierà in meglio il volto dell'isola nel mondo.
L'isola è rinata, ma ora deve crescere. Dino Ambrosino che ha svolto un ruolo decisivo in questi anni è convinto di questo e ha preferito non candidarsi per la terza volta con uno scopo ben preciso: permettere alla sua squadra, arricchita di nuove forze e di valori aggiunti, di avviare la seconda fase, quella del consolidamento e dello sviluppo futuro.
Il testimone, domenica 15 marzo 2026, è passato in Piazza dei martiri, a Titta Lubrano Lavadera, attuale Vice Sindaco e, in questi 10 anni, Assessore all'ambiente.
Da acuta e responsabile osservatrice, Titta ha espresso ai cittadini affluiti nella piazza, nel suo coraggioso e potente messaggio, la ferma convinzione che molti processi sono stati realizzati, ma che resta ancora molto da fare e che ora comincia il lavoro più arduo e difficile: consolidare, sistemare, aggiustare il tiro lì dove può esserci stato qualche errore, e soprattutto, come ha ripetuto più volte, far di tutto per rendere più sereno il rapporto con le minoranze politiche creando sinergia con i cittadini tutti, di qualunque colore politico, ascoltando le loro esigenze e migliorando la vita dell''isola lavorando insieme.
Passare quindi ad una fase nuova dell'esperienza politica, avendo "cura" della vita democratica dell'isola che non può limitare la sovranità popolare al momento elettorale. "E' necessario che i cittadini siano accanto ai politici eletti per intervenire nella ricerca della risoluzione dei problemi, prima ancora che il Consiglio comunale deliberi."
Restano infatti, nella vita dell'isola, alcuni nodi centrali che vanno sciolti, ma il politico non potra mai sciogliere da solo.
Che tipo di turismo l'isola deve avviare? Come risolviamo il problema del traffico ? Come liberiamo il parco di Nettuno dagli abusivi? Come evitare che la frenesia turistica distrugga la pace e la bellezza dell'isola? Come assicurare i giusti collegamenti con la terraferma ora che lo Stato ha lasciato tutto in mano ai privati? Solo per citarne alcuni.
Problemi grossi che si scontrano con gli interessi individuali e con le diversità di pensiero, che pertanto solo con la partecipazione costante dei cittadino si possono esaminare in vista di una possibile soluzione il più possibile condivisa.
Noi ci auguriamo che Titta Lubrano Lavadera, se il popolo procidano vorrà designarla come nuovo Sindaco dell'isola nelle prossime amministrative, con la sua grande capacita riflessiva, con la sua forte determinazione mostrata più volte in questi dieci anni di impegno costante, possa avviare questa seconda fase della vita politica della nostra amata isola.
Pasquale Lubrano Lavadera


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