Ancora un grazie a Dino Ambrosino Sindaco

Dino Ambrosino

Non esistono coalizioni politiche perfette o imperfette, così come vale per la dirigenza di una scuola, di un'azienda. Ogni essere umano che si dedica ad amministrare un bene pubblico o privato è portatore nella sua azione  delle proprie capacità ma anche dei propri limiti e fragilità. 

Gli errori sono invitabili anzi diceva Rodari che dagli errori si impara meglio.

E questo si evidenzia in modo speciale nella politica  che è uno dei campi più delicati e facilmente deteriorabile  e dove gli errori sono  pane quotidiano.

Nell'agire politico la mancanza di errori è quasi impossibile perchè le varianti in campo sono molteplici e  e la scelta fra un sì e un no è sempre combattuta nell'intimo di ciascuno. 

Da non confondere però gli errori con la corruzione, l'illegalità e il clientelismo.

Dopo l'annuncio del Sindaco in carica  Raimondo Ambrosino, di non ricandidarsi per il terzo mandato, il popolo procidano convinto che Ambrsino non avrebbe perso questa opportunità che la nuova legislazione gli offriva, è rimasto un tantino perplesso. Sarà nella lista ma non come candidato Sindaco

Avendolo incontrato di recente avevo colto nel suo dire, un accento di sereno distacco e un desiderio di dare al suo gruppo politico la possibilità di crescere e acquisire sempre maggiore competenza politica.  E così è stato

Lo stesso centro destra, attualmente minoranza in Consiglio comunale, è stato colto di sorpresa nel sapere della candidatura a Sindaco di Titta Lubrano Lavadera e certamente   ha intravisto un segnale di cambiamento che rimescola anche le carte della propria campagna elettorale. 

Da precisare che fin dalle elezioni del 2020, poco meno del 50% dei votanti aveva già   ritenuto di non confermare Ambrosino come Sindaco, per cui la prossima partita si giocherà sul filo del rasoio per dirla sportivamente.

Ritengo però che tutti i cittadini di Procida, indipendentemente dalla propria scelta politica il 24 maggio 2026,   debbano sentire un sentimento di gratitudine per Dino Ambrosino Sindaco, perché in questi 11 anni, è accaduto qualcosa  che segnerà per il futuro la storia dell'isola. 

Mi riferisco a scelte e fatti oggettivi inerenti alle  fondamenta di un'amministrazione comunale.

Non penso di sbagliare nel dire che Raimondo Ambrosino ha posto le premesse per una rifondazione dell'isola e soprattutto in  un aspetto che mai prima di oggi era stato preso in così seria  considerazione. E mi riferisco essenzialmente all'aspetto economico dell'isola che, come in una famiglia, è l'elemento concreto e morale  di primaria importanza. 

Un genitore che non regolamenta l'aspetto economico può distruggere la famiglia. Un Sindaco che non cura primariamente l'aspetto economico e  non cerca di ridurre il debito se debito c'è stato, può portare alla deriva una citta. 

L'isola è andata avanti per decenni accumulando debiti  a tal punto che nel 91 si fu costretta a dichiarare il dissesto, e c'eravamo avviati nel 2015 alla possibilità di un nuovo dissesto.  

I motivi sono stati tanti e sara la storia ad elencarli. Quello che certamente è mancato fin dagli anni 50, è stata  la reale possibilità di un avanzamento economico che è avvenuto solo negli anni 70 -80.

Ma l'aspetto più evidente dal punto di vista sociale  è s tato il venir meno del  rapporto tra gli amministratori e i cittadini, al quale si è aggiunta  la spaccatura profonda tra maggioranza e minoranza. In realta  non si è realizzato quel clima di serenita politica proposto  dal Sindaco Mario Spinetti nel 1957, come scelta indispensabile, ossia nella vita dell'isola,  ossia l'amministrare in un confronto  dialettico costruttivo tra maggioranza e minoranza e soprattutto con i cittadini, condividendo i progetti, le difficoltà, le proposte e trovando di volta in volta  le soluzioni. 

Ripeteva spesso:"La sovranità popolare non può essere esercitata solo nelle votazioni ma deve essere una costante della vita democratica."

Putroppo da troppo tempo questo clima di serenita è mancato; in buona fede o in cattiva fede, non ho gli elementi per valutare; lo dirà la storia dell'isola.

Una cosa però oggi è certa Raimondo Ambrosino pur avendo preso in mano u'isola che aveva già dichiarato il predissesto  ha fatto capire a noi tutti che l'equità, la giustizia, la regola, nell'amministrare il denaro pubblico è la piu alta forma di amore per la propria gente e per il futuro dell'isola. 

Infatti costante è stato il rapporto con gruppi di cittadini  e con le associazioni. Ricordo che il consigliere comunale Giovanni Villani, più volte ha incontrato noi cittadini per aggiornarci della situazione drammatica in cui ci trovavamo e degli sforzi che si stavano facendo per non gravare ulteriormente sulle spalle dei cittadini,

E cosa veramente ammirevole, in questi 10 anni, con le casse vuote e senza personale al comune siamo andati avanti con  nessun aggravio di tasse sui cittadini, e in più con la restituzione  di milioni di 24 euro allo Stato,  

Di qui la gratitudine pienamente espressa va a Dino Ambrosino e alla sua squadra e  mi aspetterei  che anche la minoranza politica di Centro Destra  che si appresta a sfidare la nuova compagina  di Centro Sinista  con Titta Lubrano Lavadera candidata Sindaco, riconosca pubblicamente il  grande lavoro dell'Amministrazione Ambrosino sul versante economico.

E mi fermo qui perché, se si riflette bene, non c'è stato un aspetto della vita politica procidana che non abbia avuto un incremento sostanziale ed efficac.    

Se oggi lo spettro di un nuovo dissesto, che avrebbe gravato al 100 % sulle spalle dei cittadini è stato scongiurato, la si deve a Raimondo Ambrosino, al quale ancora una volta diciamo: " Grazie Dino!".

Pasquale Lubrano Lavadera 

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