PROCIDA: Perché nel 2026 i procidani non hanno premiato il Centrosinistra
IL CENTROSINISTRA ha PERSO A PROCIDA LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE nel 2026.
NON MI E' STATAO FACILE TROVARE UNA RISPOSTA, anche se la vittoria del Centrodestra alle regionali era stato un campanello di allarme.
La nostalgia di riavere come Sindaco Luigi Muro si era ripresentata nel cuore di tanti procidani,
Dovevo pertanto accettare che Il centro sinistra, sostenuto da una buona parte dei cittadini in questi ultimi 10 anni di amministrazione, nonostante abbia operato a mio parare abbastanza bene CON ALCUNI RISULTATI SORPRENDENTI, avesse perso le elezioni.
Nasceva una seconda domanda: Allora il lavorare molto e bene non crea consenso tra i cittadini?
Sembra un assurdo ma purtroppo è così: non basta lavorare bene e molto per essere riconfermati dal popolo? I cittadini hanno bisogno di qualcos'altro?
Di qui è cominciata una piccola indagine tra parenti amici e conoscenti ed è venuto fuori quel "qualcosa" a cui non avevo pensato prima.
Passati i primi 5 anni di entusiasmo forse era venuto meno quel rapporto empatico tra eletti e cittadinanza, quella condivisione comune di progetti e realizzazioni varie, quel sentirsi come cittadini co-protagonisti della rinascita dell'isola.
Pertanto è possibile che anche l' impegno più strenuo venisse considerato puramente strumentale e finalizzato alla conservazione del consenso, e non alla partecipazione comune alla vita dell'isola, non a quel grande desiderio di scrivere insieme, cittadini e politici insieme, una nuova pagina della storia di Procida.
In parole povere il cittadino procidano non si sarà sentito più protagonista del cambiamento che era avvenuto, essendosi allentato il rapporto con gli amministratori. Mi ha confermato tutto questo un articolo di Mario Spinetti, Sindaco di Procida dal 1952 al 1958, in cui rivolgendosi agli amministratori e ai cittadini affermava con chiarezza la necessità di un rapporto continui tra politici e cittadini tutti:
"Pensiamo che solo un'azione comune di amministratori, di uomini politici, di marittimi, di professionisti, di operai, di rappresentanti di categorie, può rappresentare una effettiva e solida base su cui impiantare con possibilità di riuscita con continui dialoghi che abbiano il fine di apportare, sull'isola e alle categorie più neglette di essa quei miglioramenti che tutti vogliono... Sarà gradita qualunque collaborazione, anche se fatta di critica...Siamo sempre, e più che mai, del parere che solo gli stolidi possono affermare di saper fare bene da soli: noi crediamo fermamente che la migliore guida nella spinta a far meglio sia soprattutto la critica, quando non abbia la cattiveria di essere preconcetta o distruttiva."


Commenti
Posta un commento