Cosa lascia l'Amministrazione di Dino Ambrosino al nuovo Sindaco Luigi Muro

IL nuovo Consiglio Comunale 

10 anni non sono pochi  e nell'albo dei sindaci di Procida figurerà a  buon motivo l'amministrazione guidata  da Dino Ambrosino.

Tutto perfetto? In politica come nella scuola la perfezione  è un termine vago e fumoso, La realtà è sempre complessa, con luci e ombre, ancor più quando si parla dell'educazione e del governare.

Gianni Rodari  ci mise in guardia: gli errori sono molto utili, non vanno puniti ma accompagnati con la correzione. Un Amministrazione che non commette errori  è favolistico.

La denuncia verso gli amministratori deve scattare solo quando ci si trova davanti a scelte chiaramente illegali. Solo in tal caso, persistere negli errori è diabolico. 

Quali possono essere stati gli errori dell'amministrazione di Dino Ambrosino, che hanno permesso  il distacco di quelle 500 persone  che hanno determinato la vittoria della lista di Luigi Muro?

Una vera analisi del voto non è stata fatta

Ho posto questa domanda ad amici e conoscenti e la risposta   più banale è stata quella che contraddiceva la realtà dei fatti: "Non hanno fatto niente per Procida?", oppure valutazioni  sul comportamento "Sono stati un po' troppo saccenti", qualcun altro poneva l'accento sulla poca apertura ai cittadini " Si sono chiusi nel cerchio magico".

Certamente nel tempo, sedimentata la realtà dolorosa  della sconfitta, ancora troppo viva, si cercherà di capire la verità o meno di queste risposte.

Senz'ombra di dubbio penso che si possa affermare che se c'è stata un caratteristica della passata amministrazione, essa  va letta e condivisa  nell'impegno a realizzare  concretamente  obiettivi importanti,  e di cui i nuovi amministratori guidati da Luigi Muro beneficeranno.

Primo fra tutti la riduzione del debito pubblico, miracolo che ha permesso alla Corte dei Conti di non commissariare l'isola. Anche se c'è ancora una fetta alta da pagare  e la scure del dissesto non è stata ancora  alienata del tutto, restituire almeno un milione di euro all'anno come chiedeva la Corte a Procida, non è stata cosa di poco conto, anche perché Procida ha restituito ogni anno più di un milione di euro. Inoltre le casse erano vuote e  l'Amministrazione di Luigi Muro ha trovato oggi nelle casse comunali  al 31 dicembre  2025 circa sei milioni di euro di avanzo.

Secondo aspetto: il Comune è andato avanti con pochissimi dipendenti e non ha aumentato le tasse comunali neanche di una lira. Anche questo un secondo miracolo che ci sembra sorprendente. Viene la curiosità di conoscere a quale "Santo" si sono rivolti. Qualcuno scherzosamente dice "a san Francesco" che  aveva scelto la povertà come stile di vita.  Si, possiamo ben dire che  l'Amministrazione di Dino Ambrosino è stata un'Amministrazione francescana.

Terzo aspetto. L'isola ecologica creata dal sindaco Vincenzo Capezzuto è stata preso in carico dall'Amministrazione di Dino Ambrosino  che ha dedicato i primi anni della vita amministrativa all'ambiente ma in particolare all'isola ecologica che oggi è pienamente funzionale e con risultati eccellenti nella differenziata, ai primi posti nella "famigerata" Campania, divenuta tale  per la discesa in campo della criminalità organizzata proprio nella raccolta rifiuti.

Quarto aspetto: il depuratore ecologico delle acque sporche a Marina Grande. Opera colossale avviata da tempo dallo stesso Luigi Muro ma mai portata a termine. Sembrava un traguardo evanescente che scoloriva anno dopo anno e avviato alla quiescenza. E invece  - e forse anche qui c'è stato san Francesco a intervenire -  la passata Amministrazione con tenacia ha profuso le massime energie per completare l'opera. Pochissimi in Italia ci sono riusciti e nel momento che entrerà in funzione, altro che "capitale della cultura",  Procida diventerà sicuramente capitale  della "difesa ambientale".

Quinto aspetto: La biblioteca Comunale. Penso che questo sia stato il progetto culturale più forte e innovativo simbolicamente rappresentativo di una svolta  nell'isola in quanto si è trattato di dare all'isola la seconda istituzione culturale, dopo la Scuola. La commissione cultura ha lavorato in armonia  tra maggioranza e minoranza e tutto quello che è stato deciso è stato votatao all'unanimità  nel Consiglio Comunale: l'intitolazione a Don Michele Ambrosino, il nuovo regolamento, l'adesione al Manifesto dell'Unesco per le biblioteche , la creazione di tre fondamentali Fondi: Cultura del mare, Procida, Pace e dritti umani e logicamente Fondi antichi. Oggi Procida deve essere fiera di avere ha un patrimonio culturale nell'Istituzione Biblioteca Comunale, riconosciuta  dalla Regione e  inseria nella piattaforma nazionale. I nuovi amministratori ora dovranno completare questa opera solo avviata,  che ha potenzialmente la possibilità di diventare un vero polo culturale per l'intera area mediterranea e che dovrà essere, secondo quanto stabilito dal Consiglio Comunale, il braccio operativo per lo sviluppo della vita artistica e culturale dell'isola.

Sesto aspetto: Accoglienza dei migranti. So che su questo aspetto ci sono idee molto diverse. Io penso con convinzione che l'accoglienza dei migranti ci abbia fatto onore e ci abbia qualificati nel panorama mondiale, e mi dispiacerebbe molto se esso venisse abbandonata dalla nuova Amministrazione. Nessuna altra piccola comunità ha osato tanto in Italia. Sappiamo tutti che figuriamo ai primi posti  nella classifica dei paesi più ricchi d'Italia, ed abbiamo ridato vita lavoro e formazione a nuclei familiari che fuggivano dalla fame e dalle guerre. Vi sembra poco? Dino Ambrosino è stato invitato alla sala stampa del Quirinale per raccontare questa esperienza.

Settimo aspetto: I lavori pubblici. mai una mole cos' alta di lavori pubblici portati avanti  nel rispetto delle amministrazioni precedenti ma anche con coraggio nuovo e intrepido.  Primo fra tutti la realizzazione del garage pubblico di via Libertà, ma poi la restaurazione completa di Santa Margherita, i costoni rinforzati a Terra Murata, il nuovo Palazzetto dello sport, il nuovo asilo, la restaurazione delle scuole e il rifacimento delle strade. Procida è stata, grazie alla tenace volontà degli Amministratori ,  in questi dieci anni un cantiere sempre aperto, senza un giorno di interruzione, e pietra su pietra oggi l'isola  può godere risultati inimmaginabili fino a qualche anno fa,

Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma mi fermo all'ottavo aspetto, anch'esso controverso e che trova  molti detrattori: Procida Capitale della Cultura 2022. Abbiamo pianto in molti nel momento che il Ministro annunciava la nomina. Pianto di commozione e di gioia , di riscatto, di speranza. C'era in quel pianto il dolore di secoli da lotte angustie miseria ardimento, coraggio. C'era la nobiltà dell'animo procidano che, anche  quando è stato calpestato e deriso, non ha mai smesso di lottare per un miglioramento delle proprie condizioni di vita. E' questa l'unica grande verità di quella nomina, tutta racchiusa  nelle parole del Ministro che senza mezzi termini aveva presso a poco detto questo:  "Per una volta la Giuria ha voluto cambiare i parametri di valutazione, e nominare capitale  non una grande città ricca di arte e cultura, ma una piccola citta, un isola come Procida, che ha sofferto duramente nei secoli e che aspira a donare a tutti la sua ricchezza intima e profonda, quale segno di speranza per tutte le altre piccole citta di cui l'Italia è ricca."  Procida quindi emblema di un riscatto sociale e culturale a cui ogni piccola città ha diritto. Ma questo forse non è stato colto da tutti e forse neanche dalla Regione che ha guidato la regia.  

Ebbene se solo ci fermassimo a questi primi aspetti saremmo disonesti se dicessimo che  l'amministrazione di Dino Ambrosino non ha fatto niente, anzi con onestò dire che ha fatto molto. L'eredità che viene lasciata al popolo procidano e ai nuovi amministratori è grande.

Oggi, nonostante ci sia ancora  il predissesto, noi vogliamo sperare che possa nascere un rapporto costruttivo tra maggioranza e minoranza  e che, pur con le caratteristiche nuove che ogni amministratore  porta, Luigi Muro possa veramente lavorare affinché  si elimini definitivamente lo spettro del fallimento e si realizzi sull'isola quel clima di pace sociale che da tempo si è interrotto, nella giustizia, nella lealtà e legalità, nella trasparenza di ogni atto  e nella partecipazione dei cittadini alle scelte più ardue e pericolose.

Pasquale Lubrano Lavadera



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