PROCIDA E IL SUO "SEGRETO INCONFESSABILE"
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| Procida Piazza dei martiri ,dove furono impiccati i repubblicani nel 1799 |
Con mia grande sorpresa ho riscontrato stupore, indifferenza...Solo uno degli intervistati ha avuto il coraggio di dirmi con sincerità: "Ma quale novità vai cercando?"
Al che io con altrettanta sincerità ho esplicitato quello che desideravo sapere, soprattutto nel campo politico.
Mi sono accorto subito che per tutti era un campo che non attraeva e, semplicemente, non si desiderava parlarne.
C'erano persone di convinzioni politiche diverse e io sapevo bene chi era per la coalizione di centro sinistra e chi per la coalizione di centro destra.
Allora, sperando di aprire un minimo confronto, ho detto: "Penso che la novità più grande di questo momento sia che che una donna, Titta Lubrano Lavadera per la prima volta, si candida alla guida dell'isola."
Tutti convennero, ma mi accorsi che non c'era alcuna volontà di un confronto su quel fatto. Perché?
Ci ho pensato a lungo e come altre volte mi sono reso conto che, forse, come afferma un giovane amico di Procida, il filosofo Mauro Ventola, l'isola di Procida è condizionata da "segreto inconfessabile". (invito a leggere l'articolo di Mauro Ventola, proprio a firma di Ventola, che "Il Rievocatore" di Sergio Zazzera" ha pubblicato nel numero di dicembre 2025).1
"Segreto inconfessabile" che è il nemico sottile che ancora oggi impedisce alla comunità isolana di ritrovare quella unità di fondo, quella pace sociale che nei secoli la fece "grande".
Un "segreto" che forse impedisce anche ai due schieramenti politici presenti di collaborare insieme per il bene comune, pur nella diversità dei ruoli di maggioranza e di minoranza, e non permette alle associazioni di lavorare insieme o ai gruppi di quartiere di svolgere il loro ruolo di osservatori sulle scelte dei politici e offrire proposte a chi ci amministra, o agli stessi docenti di una scuola di stabilire le linee del progetto educativo in maniera sinodale e non piramidale.
Un segreto quindi come fattore destabilizzante ovunque siamo chiamati a lavorare con gli altri.
La paura di parlare, il sospetto che l'altro possa diventarmi nemico, la mancanza di trasparenza, la paura del giudizio emergono allora come sugheri galleggianti su un laghetto divenuto stagno per mancanza di sorgenti nuove.
Ne ho avuto conferma dalla sincerità di una amica che, sentendomi parlare ad una terza persona di alcune realtà della mia famiglia, nel momento in cui la persona si è allontanata, allarmata mi ha ripreso con convinzione dicendomi: "Devi stare attento quando parli delle tue cose agli altri... Me lo raccomandava sempre mia madre: non devi mai raccontare quello che vivi e che senti... è pericoloso in tutti si può nascondere un nemico."
L'ho ringraziata del consiglio, ed ho capito forse per la prima volta, il perchè tutte le volte che ho esplicitato il mio pensiero, a scuola, nell'associazione, e in altri momenti di vita collettiva, più di qualche volta mi sono ritrovato contro proprio alcuni amici verso i quali non avevo alcuna riserva.
Il "segreto inconfessabile" di cui parla Mauro Ventola nasce quindi lontano, nella nostra storia di un isola ferita, forse in quel 1799 quando per la prima volta i procidani monarchici denunciarono al Re i nomi dei procidani repubblicani. Denuncia che se da una parte portò l'isola nella storia della Repubblica partenopea per le famose impiccagioni (Procida fu il primo sito reale in cui avvenne quello spargimento di sangue), d'altra parte determinò paura sospetto inimicizia e tantissimo dolore.
Fu allora che il sospetto che l'altro potesse sempre tradirci diventò fattore sociale endemico, radicandosi nella cultura del popolo procidano: "Non dire mai esplicitamente il proprio pensiero, mantenersi nel vago e non interessarsi troppo della politica."
Di qui il ristagno che impedisce ai procidani di prendere in mano il destino della propria isola e di considerare le diversità a tutti i livelli, soprattutto nel mondo politico, un occasione di dialogo e confronto.
A tal fine sono stato colpito dalle parole di Titta Lubrano Lavadera quando il 15 marzo 2026, nella piazza dei martiri del 1799 ha affernato con forza che nel suo programma di cadidata a Sindaco di Procida, occuperà un posto di rilievo il confronto con la popolazione, e l'impegno di non lavorare nel chiuso delle stanze del Comune ma ascoltando molto i cittadini, tra la gente nei quartieri, nei gruppi sociali e con le associazioni.
Parole che mi hanno fatto sperare.
Che sia questa la volta buona! Che finalmente il "segreto inconfessabile" sia portato alla luce del sole e sconfitto definitivamente!
Pasquale Lubrano Lavadera
1 http://www.ilrievocatore.it/


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