PROCIDA A MAGGIO SI VOTA...COME SCEGLIERE I CANDIDATI

 


C'è  chi sostiene che un governo o un amministrazione guidata  da cittadini laureati sia preferibile e da accogliere favorevolmente.

Senz'altro se vogliamo costruire un ponte tra Procida e Monte di Procida dobbiamo scegliere un ingegnere molto qualificato e con esperienze alle spalle, come pure se vado in ospedale per un intervento chirurgico delicato  desidero un medico di grande affidabilità.

Allora perché non fare lo stesso ragionamento per i politici chiamati ad amministrare un governo nazionale o regionale  o un piccolo comune come Procida e preferire candidati  che hanno frequentato le migliori università? 

Politici molto istruiti  non sarebbero preferibili e all'altezza del loro compito nel trovare soluzioni eque e giuste per i tanti problemi  che si presenteranno giorno per giorno, rispetto a politici che presentano credenziali più deboli come un diploma o una semplice terza media?

Lascio la risposta a Michael J. Sandel, uno dei maggiori esperti di  "teoria del Governo" che insegna a Harvard  in America 

 "No, non è necessario. Persino una rapida occhiata alle condizioni precarie del discorso politico al Congresso e nei parlamenti europei dovrebbe porci dei dubbi. Governare bene  richiede saggezza pratica e virtù civica, l'abilità di deliberare il bene comune e di perseguirlo con efficacia. Ma oggi  nessuna di queste capacità viene sviluppata molto bene nella maggior parte delle università, anche in quelle con la reputazione più alta...L'idea che  "il migliore e il più brillante" faccia meglio il governo dei propri concittadini  con meno credenziali è un mito prodotto dalla tracotanza meritocratica."1

Condivido pienamente quanto afferma Michael J. Sandel per cui penso che dovremmo fare molta attenzione nel momento di dare il voto. Occorre scegliere candidati che hanno a cuore il bene comune, ossia il bene di tutti e non solo quello dei parenti e degli amici, un bene da realizzare con onestà  con lealtà e con vivo senso della giustizia.

Candidati che non chiedono gli applausi dai cittadini ma le osservazioni critiche al proprio operato, in quanto  ormai è risaputo che  anche i politici possono sbagliare e il cittadino ha il dovere di fare un patto col politico che intende sostenere, per incoraggiarlo nel suo mandato e  correggerlo se lo si vede sbandare.

Non basterà una laurea o due a garantirci l'onestà dell'agire del politico  nell'amministrare il bene pubblico, ma ci vorrà saggezza pratica accompagnata dalle virtù civiche.

Pasquale Lubrano Lavadera

1 - La Tirannia del merito di Michael J. Sandel - Feltrinelli. p. 104



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