Don Michele Ambrosino: LAICITA' E RELIGIOSITA' in dialogo

Don Michele Ambrosino (1924-2015)


Penso che la religiosità e la laicità possono coesistere in un dialogo vero che esclude ogni idea di proselitismo. 

Era il pensiero di Don Michele Ambrosino e spesso durante la Fiera del Libro, nata nella sua parrocchia  nel 1959, quando sull'isola non esistevano librerie e circoli o associazioni culturali, incontrava scrittori sia di convinzioni religiose d sia di convinzioni non religiosi, convinto che il dialogo dovesse essere alla base di tutti i rapporti.

Egli ha sempre accolto  gli scrittori procidani alla fiera consegnando loro "la Penna D'Argento". 

Fra i tanti un nome significativo: Pasquale Scotto di Carlo, scrittore isolano di convinzione non religiosa,  che aveva un rapporto di amicizia con Don Michele ed ha presentato i suoi libri alla Fiera. 

Posso sicuramente affermare  che Don Miche aveva molto a cuore la preghiera di Gesù prima di morire, quando così prega il padre: "Che tutti siano una cosa sola, come io e te". In quel tutti c'era veramente l'umanità intera e il desiderio di una fraternità universale, pertanto don Michele dava a noi giovani l'esempio di una grane apertura  intrattenendo rapporti di amicizia con tutti. 

Molti si meravigliavano in quel tempo  della novità che la Fiera portava sull'isola: una parrocchia che promuove una Fiera del libro?

E alcuni giudicarono negativamente don Michele per il suo rapporto con gli atei, che a Procida poi erano i comunisti.

Ma lui era tranquillo: il valore culturale dello scrittore va al di la della sua convinzione e gli artisti aono i primi veri promotori della cultura.

Egli, nei giorni della Fiera,  deponeva l'Eucaristia contenuta nel tabernacolo in altro spazio, e poneva davanti all'altare un tavolo per gli oratori. 

Anche Don Michele Autuoro, giovane sacerdote  della Comunità di don Michele Ambrosino, quando fu parroco a Santa Maria delle Grazie, seguì la stessa strada di don Michele e  promosse incontri di psicologia relazionale proprio in chiesa. 

Molto spesso ho assistito nel Teatro Mediterraneo a Napoli a una messa domenicale alla fine di un evento culturale, oppure assisto con piacere  in estate  a Procida alla messa in un giardino. 

Gli Scout celebrano la messa sempre nella natura.

Don Milani è stato uno dei primi che ha operato in tal senso, trasformando la canonica in una scuola per tutti. 

E don Michele che amava don Milani volle fare della sua parrocchia un avamposto per promuovere la lettura e la cultura nell'isola.

Sono i valori che rendono l'uomo  veramente uomo e i valori possono essere vissuti da tutti in qualsiasi luogo, anche e soprattutto in una chiesa.


Pasquale Lubrano Lavadera





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