IL VERO POLITICO NON CERCA IL PLAUSO
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| PROCIDA 1956_ Parrocchia della SS Annunziata: Mario Spinetti incontra i cittadini meno abbienti. |
Il vero politico, per
Mario Spinetti, non cerca il plauso della gente né aspetta i battimani, ma è
colui che va alla ricerca dei problemi per risolverli, con i propri consiglieri
comunali e con i cittadini tutti. Né battimani né elogi, quindi, nella
convinzione “che l’autocritica è indubbiamente la più saggia delle guide”. Come
pure, necessaria e fondamentale è la critica da parte dei cittadini, quando non
è “preconcetta o distruttiva”.
Lo dice ripetutamente e con forza, lo scrive sulle pagine de “Il Giornale di Procida”, nato proprio da questa sua visione democratica della politica che lo porta continuamente a coinvolgere la popolazione in tutta nelle scelte più importanti.
Egli ha infatti un contatto continuo con la popolazione, sia per il suo attivo lavoro di medico, mai accantonato durante il suo mandato, - la politica non deve mai sostituire la propria professione -, sia perché ha colto in profondità le difficoltà della vita democratica che in quegli anni del dopoguerra muove i primi passi dopo secoli di monarchie e dittature.
Sintomatico il fatto che egli, prima di ogni decisione importante, prima ancora di consultare i Consiglieri comunali e gli Assessori, ascolta i cittadini, le categorie interessate, gli anziani del paese – sì proprio gli anziani di cui non vuole disperdere la saggezza che nasce dall’esperienza – ma anche i giovani.
Solo successivamente egli si porta nelle sedi istituzionali, per le scelte definitive. A nulla valgono, afferma, le migliori intenzioni politiche se non sostenute da una forte e costante collaborazione con i cittadini.
“Problemi di lavoro, del traffico, incremento turistico, rapporti con i centri viciniori necessari per un maggiore sviluppo comune: sì, nel nostro programma abbiamo tutto segnato, ma chi mai si illude di poter espletare tutto quello che vuole, anche con la migliore volontà possibile, se non può contare sulla collaborazione comune?”
Una collaborazione sempre cercata, i suggerimenti sempre vagliati e presi in seria considerazione, e la critica ritenuta più che mai necessaria: sono questi gli assunti politici fondamentali su cui Mario Spinetti basa tutto il suo agire politico: “Siamo del parere che in tutte le cose – e nella nostra vita abbiamo sempre attinto a questa massima - nulla valga più e meglio della critica costruttiva”.
Al di là dei limiti e delle fragilità umane, presenti in ogni
persona, e quindi anche in se stesso e negli altri politici, egli intravede nel
fondo di ogni cuore una ricerca di bene, di serenità, di pace, di vita onesta e
dignitosa, bagnata dal sudore della propria fronte. E a queste persone, non
solo come medico, ma anche come politico, cerca di dare il massimo di se
stesso, il massimo appoggio affinché continuino a vivere senza scoraggiamenti
eccessivi, affermando sempre che l’ impegno politico deve nascere dall’amore “per
Procida, nel desiderio di portare un
contributo al suo progredire, nel rispetto e stima per il popolo procidano”.
Riconosce, tuttavia, che nel momento delle scelte definitive può esserci chi è in disaccordo e su posizione diverse. Ma questo per lui non può essere motivo di contrasto o di acido risentimento. “Possiamo avere, come abbiamo, avversari politici e amministrativi, ma per nostra fortuna, il nostro animo è libero da qualunque sentimento di odio”.
Non si può amare Procida, la propria gente e poi rompere definitivamente il dialogo con chi si pone su sponde diverse.
La “fredda
guerra ideologica” o la discriminazione della “parte avversa”, molto presenti
nella politica in quegli anni del dopoguerra, sono lontani dall’animo di Mario
Spinetti, il quale nel suo agire
politico è per molti versi anticipatore
di quelle scelte nuove che, ancora oggi, il turbolento mondo politico, va
faticosamente cercando.
P.L.LAV

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