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Procida Marina Grande: Dino Ambrosino rieletto Sindaco al secondo mandato nel 2020


Con la riconferma di Dino Ambrosino nel 2020  alla guida del paese  si confermò la svolta avvenuta nel 2015.

 Questi 10 anni sono stati una lunga gestazione, dopo 30 anni di una politica  che aveva segnato il passo, soprattutto dal punto di vista economico, lasciando un grande vuoto, reso visibile dai milioni di euro di debito, dagli stipendi non pagati ai dipendenti comunali, dai due uffici inquisiti, dalle casse vuote, con i bilanci annuali sempre in rosso, con il porto di Marina Grande  in mano ai napoletani e con moltissimi beni venduti. 

Quando Dino e i suoi consiglieri si trovarono, il 1 giugno 2015, al Comune, si resero conto della falla enorme che stava per sommergere l'isola. 

Subito dopo, un altro duro colpo, l'amaro e triste tracollo del Comando Vigili e le relative conseguenze.

Il Comune di Procida veniva scosso nella fondamenta, nel suo assetto istituzionale, nei valori portanti della democrazia. 

La Minoranza non pensava che Dino e la sua squadra potessero reggere  quel cataclisma. Qualcuno affermava: "Tra poco tutti a casa".

Quando poi il Consigliere Giovanni Villani cominciò a mostrare le cifre del debito che s'ingrossavano sempre più, ecco presentarsi lo spettro del Dissesto o del Commissariamento, anche perché la Corte dei Conti non pensava che i nuovi amministratori riuscissero a riparare quella grossa falla.

Ma qui è emersa la forza interiore dei nuovi giovani amministratori. Sapevano di aver dato vita a qualcosa di nuovo e quel qualcosa chiedeva ora impegno strenuo,  coraggio, speranza, amore totale per l'isola. 

E' cominciato allora un vero combattimento giornaliero: dal punto di vita economico,  nell'affrontare i problemi sociali e comunali. Ognuno ha coraggiosamente ed umilmente lottato per affrontare le  immani difficoltà che si presentavano ogni giorno e, come Dino Ambrosino ha più volte affermato in questi dieci anni, dando tutto se stessi, "buttando il sangue", unicamente per salvare l'isola.

Si lavorava giorno e notte per cercare soluzioni  ai mille problemi che si presentavano al Sindaco, agli Assessori, costretti dalle circostante non solo a svolgere il loro ruolo politico ma anche  a fare lavoro di ufficio per mancanza di personale e all'occorrenza anche di operai.

Anni molto duri e impegnativi nei quali - unica grande amarezza - sembrava che non sempre la popolazione capisse lo sforzo enorme che collettivamente si stava portando avanti per Procida.

Poi finalmente un primo risultato: la Corte dei Conti, a dispetto di chi parlava di incompetenza e incapacità, riconobbe  la validità del piano di risanamento approntato dal Comune e cominciò a valutare positivamente il lavoro svolto.

Secondo risultato: la Prefettura guardò con attenzione l'impegno di Procida  e plaudì alle risposte concrete che  i nuovi Amministratori stavano dando al paese. 

Terzo risultato: la Regione volge gli occhi sulla piccola isola di Procida e intuisce che è in atto una primavera politica e la sostiene e lavora affinché non le venga tolto il Pronto Soccorso.  

Quarto risultato: Procida sconfisse qualche tentazione interna  ostile all'accoglienza e in coerenza con la sua millenaria esperienza, diede casa e lavoro a 38 rifugiati; unica isola in Italia a vivere questa straordinaria esperienza di respiro umanitario. 

Dino Ambrosino venne chiamato in alcune città italiana per offrire questa straordinaria esperienza e ne parlo anche alla Camera ad un incontro del "Movimento Politico per l'Unità".

Gli ultimi  anni, poi, furono un crescendo di soluzioni di opere pubbliche portate a termine,  provvedimenti specifici in tutti i settori, finanziamenti per oltre 20 milioni  e un proliferare di iniziative culturali e sociali,  e , dopo anni e anni di tentennamenti,  viene definitivamente costruito il depuratore: opera essenziale e indispensabile per le nostre acque

I mass media puntarono i riflettori su Procida: giornali, televisioni artisti guardano l'isola con occhi nuovi. Il dato più confortante è quello economico, dove si registrava un'inversione di tendenza:  i bilanci annuali in attivo; dei 43 milioni  di euro di debito certificati dal nostro Villani, 10 vengono restituiti, gli stipendi sono regolarmente pagati.

Si cominciò veramente a respirare anche perchè si trovarono risorse per alcuni servizi e il tutto senza aver gravato con nuove tasse sui cittadini.

Un aspetto però ci sembra peculiare e che grazie all'impegno dell'Assessore Granito, nei primi cinque anni, venne particolarmente in luce: la cultura con con la nascita del Forum dei Giovani e l'attivazione della Biblioteca Comunale  cogestita dai volontari dell'Associaone Isola di Graziella

Procida, come disse il poeta Marino Moretti, abituale frequentatore dell'isola, poteva ancora essere quel posto magico in cui vivere mitologicamante. Luogo di incomparabile bellezza, l'isola,  nonostante le ferite storiche, poteva sperimentare sempre esperienze umane ricche di creatività, di relazioni, di accoglienza: caratteristica di un luogo culturalmente avanzato

Perché allora non concorrere alla nomina di "capitale della cultura italiana"? Pura velleità? Fumo negli occhi?  No! L'assessore alla Cultura Nico Granito esplicitò con rigore intellettuale, e onesto, precisando tra l'altro che Procida nel suo millenario  destino tragico con le grandi ferite inferte dalla Storia fu sempre baciata e salvata dalla cultura. 

Il primo grande merito va a Lamartine, uno dei tre più grandi romantici francesi, che   pubblica nel 1849 il suo  romanzo Graziella dove la protagonista è una fanciulla procidana. Fin da quel momento il nome di Procida entra nella cultura europea; poeti pittori scrittori cineasti visitano, spesso in incognito,  l'Isola di Graziella. Lo testimonia un articolo delle Vie d'Italia del 1960 di Alberto Moravia, marito di Elsa Morante, dal titolo Procida "L'isola di Graziella" nonostante la moglie avesse già pubblicato L'isola di Arturo.

Il romanzo della Morante diventerà il secondo dono che la cultura fa a Procida  e porterà ancora una volta l'isola nel cuore di molti, essendo stato, il libro, tradotto in tutto il mondo. Da allora molti autori del novecento trovano ispirazione per le loro opere sull'isola di Procida.

Non possiamo dimenticare un altro fatto importante:  nel 1959 nella sala Pio XII alla Chiaiolella, don Michel Ambrosino, che ha pubblicato già il suo primo libro Chi è San Giuseppe?, forse il primo libro procidano del 900, dà vita alla Fiera del Libro e nel 1961 al primo "Circolo di lettura" per giovani, avviando così un  processo di crescita culturale che sarebbe esploso negli anni successivi.

Candidare Procida a isola della cultura 2022, indipendentemente dall'esito, fu un riconoscere l'identità culturale della sofferta storia della nostra isola. Si lavorò per concorrere, nella convinzione  di riaffermare che si viveva in un' isola capace di dialogare con le varie culture del mondo, e questo da sempre attraverso la cultura del mare.

Ricordiamo che la nostra cultura marinara è stata all'avanguardia nei secoli scorsi: i nostri velieri venivano  ricercati da tutto il mondo, l'istituzione del  Pio Monte dei Marinai una geniale e grande intuizione sociale per le famiglie in difficoltà, il primo e forse unico Catechismo Nautico per tutti i marinai italiani, il glorioso Istituto Nautico Francesco Caracciolo per i giovani procidani. 

Inoltre dagli anni 70 in poi   Procida era diventata  un grande laboratorio di giornalisti  scrittori e poeti, una fucina di arte tanto da poter sognare il progetto "Procida: Museo a cielo aperto".

Sorge ora alla vigilia della prossima tornata elettorale  una domanda: i procidani tutti sono coscienti di quanto è avvenuto in questi dieci anni? 

Al secondo giro nel 2020, elezioni concluse, dobbiamo dire che oltre il 51% aveva compreso fino in fondo questa svolta politica determinata dall'ammnistrazione Dino Ambrosino e volle riconsegnare l'isola nelle sue mani.

Ma resta quel circa 49% che votò Luigi Muro a cui bisognava far conoscere il lavoro fatto in questi 10 anni. 

Sarà questo un lavoro importate da fare nei prossimi giorni in preparazione delle prossime votazioni, e penso che ci saranno risvolti nuovi in questo senso, in quanto  Dino Ambrosino nell'ultimo suo discorso  ha fatto una precisazione, forse la più importante dal punto di vista politico: non sarà lui il candidato Sindaco ma passerà la guida al gruppo che la sostenuto affinché la politica di rinnovamento avviata abbia un seguito 

Nella sua scelta è sottinteso un pensiero non espresso ma abbastanza esplicito: "Abbiamo lavorato molto,  realizzato risultati positivi in ogni campo, ma resta ancora molto da fare e lo si farà col nuovo Consiglio Comunale, con la nuova Giunta,  mettendo sempre al primo posto l'onestà, la trasparenza e la responsabilità in ogni atto amministrativo."  

Certamente chi guiderà la coalizione di "centro sinistra" al posto di Dino Ambrosino  avrà diritto a scegliere anche candidati nuovi affini alla propria sensibilità  politica   affinché nuova linfa entri nel progetto e si rinforzi sempre più la politica dei valori e  non la politica del fare, per combattere energicamente corruzione e clientelismo che sempre aleggiano intorno al mondo della politica.

Ma oggi, in cui la democrazia è in crisi in tanti Stati, in tante regioni e comuni,  anche noi cittadini siamo chiamati ad operare in maniera nuova, per essere accanto ai  Consiglieri Comunali tutti, alle Istituzioni ai Partiti,  come affermava con forza Giovanni Parolin. un contadino mio amico di Cittadella, di cui ho scritto la sua forte testimonianza nel libro Cerco un paese innocente: "La sovranità è popolare, ma se il popolo si limita a far politica solo nelle elezioni e poi lascia i politici a governare, da soli, è la morte della democrazia."

"Dovrà nascere,  - diceva Chiara  Lubich a Rimini  il 22 giugno 2002 a tutti i politici italiani  del Movimento politico per l'unità- ,  un impegno attivo dei cittadini in politica durante il mandato, nei gruppi di iniziativa civica  e politica,  per essere accanto ai politici eletti sia di maggioranza che di minoranza "cercando di vivere in comunione con tutti, per aiutare i politici di tutti i partiti a vivere sempre nella fraternità" anche nelle situazioni più spinose e controverse.

Noi speriamo che possano nascere anche a Procida qualche "gruppo di iniziativa civica e politica"   per sostenere e aiutare il nuovo Sindaco che sostituirà Dino Ambrosino e  i consiglieri comunali tutti,  ad affrontare i problemi dell'isola e a vivere una politica della comunione nella fraternità.


Pasquale Lubrano Lavadera



Commenti

  1. Grazie Pasquale! sintesi perfetta espressa con la chiarezza e lo stile pacato che da sempre ti contraddistinguono. Mi auguro che il tuo messaggio “arrivi” a tutti e sia foriero di una più ampia partecipazione sociale.

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